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Protestare si può, ma la violenza è un’altra cosa
Affermare che il decreto sicurezza del governo Meloni limiti libertà sancite dalla Costituzione è un eccesso: una cosa è protestare senza intralciare diritti altrui, altra cosa sono invece la violenza in qualsiasi forma e gli ostacoli indebiti verso i cittadini.Il decreto sicurezza dell’11 aprile 2025 interviene su materie che vanno dal contrasto al terrorismo alla criminalità organizzata e alla gestione dell’ordine pubblico.
Non c’era forse bisogno di introdurre il nuovo reato di “rivolta” in carcere e nei centri di trattenimento per migranti: gli istituti penitenziari affollati e difficilmente gestibili portano spesso i detenuti a protestare, anche con azioni violente che erano già sanzionabili secondo codice penale. Si aumentano comunque le pene; e ciò è discutibile, perché aggrava le conseguenze giudiziarie anziché intervenire seriamente per risolvere i problemi sempre più gravi delle carceri.







