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 Malviventi in casa del cronista di nera: non c'è sangue e la polizia non interviene

Furto in casa giornalista

Sottratti dall'archivio documenti con dati sensibili sull'attività del giornalista Salvo Bella

L'episodio inquietante in pieno giorno a Legnano nella città devastata da razzie in negozi e abitazioni. Indagano ora i carabinieri

Un inquietante furto è stato denunciato a Legnano, dove ignoti malviventi hanno sottratto documenti con dati sensibili dall’archivio di Salvo Bella, noto giornalista specializzato di cronaca nera e giudiziaria nonché direttore della rivista siffatto.it e scrittore, tuttora impegnato in delicate inchieste su mafia e poteri. Alla richiesta di aiuto, con i ladri forse ancora in casa, la polizia non è intervenuta perché non era accaduto un fatto di sangue.

Assalto in pieno giorno mirante a carteggi sulle fonti di informazione

I malviventi, secondo una prima ricostruzione, hanno operato indisturbati sabato in pieno giorno. Nel pomeriggio hanno scassinato il portone della villa del professionista, ubicata in centro città lungo una strada assai frequentata. Hanno rovistato in un primo momento in sportelli e cassetti di una libreria dell’Ottocento e di un secondo mobile antico; da dove, incuranti di altro, hanno asportato coppe e targhe ottenuti dal giornalista in decenni come riconoscimento per la lotta alla mafia. Opera di topi d’appartamento fessacchiotti, intimidazione, un segnale sibillino, un avvertimento, uno sfregio?

In questo caso però - al di là del valore degli oggetti trafugati, che, pur essendo per il giornalista incommensurabile, non rendono granché a un ladro - a inquietare è che i malfattori hanno poi forzato altre due porte interne per accedere in particolare all’archivio del giornalista, come se l’obiettivo fosse proprio quello. Gli sconosciuti hanno asportato, in base ai primi rilievi, agende cartacee di Bella relative a svariati anni e fino al 2025 compreso, contenenti appunti su delitti dei quali il giornalista si è occupato e dati sensibili sulle fonti di informazione, che per legge sono tutelate da riserbo professionale.

In città un crescendo di aggressioni e furti che ingenerano allarme

“Ciò che stava accadendo – dice Salvo Bella - è stato scoperto a distanza da un mio familiare, che nel dirigersi verso l’abitazione ha temuto che vi si trovassero ancora gli intrusi e ha perciò avvertito tempestivamente la Polizia di Stato, attraverso il 112, richiedendone l’intervento ma senza ottenerlo, a quanto pare perché non veniva segnalato sangue e, pertanto, per indisponibilità di pattuglie nel territorio. Va bene che era di sabato alle ore 19:31, ma ciò ha dell’incredibile, soprattutto perché proprio a Legnano, come riferisce la stampa, c’è stato un crescendo di aggressioni, furti con scasso e devastazioni in abitazioni, esercizi commerciali e sedi di associazioni, razzie che ingenerano allarme nei cittadini. Ma di sabato, cioè in una giornata in cui i furti possono staticamente aumentare, c’è da star freschi se la polizia non può intervenire in risposta a un allarme né attiva il protocollo di emergenza inviando una pattuglia di altre forze dell’ordine per sorprendere malviventi in flagranza ed evitare che un cittadino finisca anche ucciso o aggredito. Se il servizio di emergenza 112 è stato ridotto ormai in Lombardia a una perdita di tempo, qualcosa non funziona come dovrebbe. Sarebbe utile sapere cosa ne pensano il Ministro dell’Interno, il capo della polizia, il prefetto e il questore di Milano”.

Di domenica il Commissariato scandalosamente chiuso

Il furto – poiché di domenica il locale Commissariato di Polizia, dice Bella, "era scandalosamente chiuso" - è stato quindi denunciato ai carabinieri di Legnano, che stanno svolgendo indagini. Il giornalista ha sull'argomento richiesto che sia acquisito e verificato il contenuto della conversazione avvenuta la sera di sabato 16 con la polizia al momento della segnalazione e richiesta di aiuto che non è stato prestato, lasciando che venisse messa a repentaglio l'incolumità di persone.

Iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 26-02-1971, da redattore del quotidiano “La Sicilia” di Catania e direttore di giornali, Salvo Bella s’è occupato di mafia e criminalità, svolgendo inchieste i cui esiti sono stati fatti propri dalla Commissione parlamentare antimafia. Negli anni è stato oggetto di minacce di morte e danneggiamenti in Sicilia, dove tuttora si occupa di fatti criminali. Medaglia d’oro per i 50 anni di iscrizione all’Albo, è autore di numerosi libri, fra i quali “Nera – Cinquant’anni di giornalismo in trincea tra mafia e poteri: delitti, cronisti, retroscena”, che ha ottenuto in Campidoglio il Premio “Piersanti Mattarella”.

“L’accaduto – ha detto Salvo Bella – ha del misterioso, al punto da non comprendere se e quanto abbia attinenza, come pare, con la mia professione di giornalista. I fatti dei quali mi occupo, remoti e attuali, sono svariati e non ho elementi per capire chi possa aver commissionato una spedizione del genere e per quali scopi oscuri. Comunque sia, si sa abbastanza che il nostro lavoro di cronisti è purtroppo assoggettato giornalmente a insidie e minacce. Mi rammarica il fatto di aver dovuto querelare anche per omissione di atti d’ufficio; non perché io voglia colpire un innocente poliziotto, ma almeno per capire, nell’interesse pubblico, come mai a Legnano, cioè una città di oltre sessantamila abitanti, la polizia non è in condizioni di intervenire a una richiesta urgente di aiuto e addirittura nemmeno riceve i cittadini di domenica”.

 

Gaetano AlemanniGAETANO ALEMANNI è stato ispettore superiore di polizia, cofondatore e segretario nazionale di sindacati di categoria, per i quali ha anche diretto organi di informazione. Ha operato in servizi di sicurezza a Milano e diretto indagini per la lotta alla mafia in Sicilia. Istruttore e direttore di tiro, è consulente tecnico della magistratura e saggista.

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