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30 aprile

  • Le fate sono tornate a fare dispetti

    Foto di Luca Dal ChieleLe fate nell’immaginario sono tornate il 30 aprile a fare dispetti, a una umanità che oggi ne ha abbastanza per essere disorientata.

    La notte del 30 aprile è una delle più misteriose e affascinanti della tradizione popolare, intrisa di magia, superstizioni e antichi riti, con quelle creature potenti che secondo le leggende si scatenano con scherzi e malefici nei confronti dei mortali.

    Tra le credenze più diffuse,si pensava che gli infortuni accaduti in questo giorno,fossero i più difficili da curare; e per questo motivo,era consuetudine uscire di casa con un amuleto al collo o in tasca, come un ferro di cavallo, un cornetto rosso o una pietra porta fortuna, che avrebbero avuto il potere di allontanare la negatività.

    Un altro rito propiziatorio molto diffuso era quello di lasciare un'offerta di cibo alle fate. Si andava in un angolo appartato del giardino (come ad esempio sotto un albero o vicino a una pietra) e si offriva loro del pane, del latte, del miele o dei dolci. In cambio le fate avrebbero dovuto vegliare sulla casa e i suoi abitanti,proteggendoli da malattie e disgrazie.

    Oltre a questi riti, la vigilia di maggio era anche un giorno dedicato a celebrare l'arrivo della primavera. Si organizzavano feste e balli in piazza, si accendevano falò e si cantava in onore della natura che si risvegliava.

    Anche se oggi molte di queste superstizioni sono state dimenticate, la vigilia di maggio rimane un giorno speciale ricco di fascino e mistero, ma soprattutto un'occasione per ricordare le antiche tradizioni e celebrare la bellezza della natura che si rinnova.

    Le foto sono di Luca Dal Chiele

    SUSANNA RAINERI è una scrittrice biellese pluripremiata. Grande appassionata di musica e attiva volontaria in associazioni di rilievo, è una figura innovativa nel panorama della poesia contemporanea. Il suo stile evoca emozioni vivide, affronta temi universali come l'amore e la memoria con una sensibilità che offre una pausa contemplativa, accompagnando delicatamente chi cerca di comprendere se stesso e la sua interiorità.

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