Giorgia Meloni è risultata un’influencer redditizia, da aver fatto balzare in testa alle classifiche di vendita il nuovo libro che Matteo Renzi le ha dedicato col titolo “L’influencer”.
Renzi tuona duro: “Quando vedo ciò che sta facendo il governo dell'Influencer mi dico che non posso tacere. Che non posso girarmi. Che non posso far finta di non aver sentito. Allacciate le cinture. Qui trovate le cose che gli altri non hanno il coraggio di dire. Ma anche le proposte che Giorgia non trova il tempo di ascoltare”.
Il libro, pubblicato da Piemme, sarebbe secondo Vittorio Feltri un “dizionario degli insulti”. Il giornalista, sul quotidiano “Il Giornale”, lo stronca vedendo in quel “libricino” di sole 192 pagine un attacco velenoso: “Non mi meraviglia che Renzi scriva un'operetta volta a distruggere l'immagine della premier, obiettivo che peraltro non sarà raggiunto. Mi sbalordisce piuttosto che tale volontà nasca dalla percezione di Renzi di avere subito affronti da parte di Giorgia, sembra una questione personale più che politica. Infatti, Renzi, già dalle primissime pagine, ovvero già nell'introduzione, fa riferimento al fatto che gli sia stata tolta la scorta e che colpevole sia quella brutta e cattiva di Meloni, la quale, cito lo scrittore, avrebbe l'unico pregio di essere fotogenica”.
Con questa sua novità libraria, Renzi è stato per giorni protagonista dei salotti televisivi, facendo passare in taluni casi in secondo piano il dibattito sui dazi imposti nel mondo da Donald Trump. Nel confronto con gli interlocutori, sui contenuti e sulla figura del politico è prevalso l’effetto spettacolo dell’ex presidente del Consiglio, che per la cura dell’immagine sui media non è stato mai secondo alla Meloni.
Eccoci dunque a chiacchierare di due influencer, con l’uomo che occupandosi della donna in un libro incrementa i suoi guadagni col diritto d’autore.









