Guardia medica rifiuta di visitare turisti
Falle nel servizio di assistenza a Castellammare del Golfo
Il racconto in prima persona tra la burocrazia dei protocolli e i diritti del paziente che passano in secondo piano: ostruzionismo anche a cittadini non residenti ma con domicilio sanitario nella cittadina balneare
L’indisponibilità di medici ha creato gravi problemi per l’apertura dei servizi di continuità assistenziale per i turisti, molti soppressi come a Castellammare del Golfo in provincia di Trapani; ma qui la guardia medica ordinaria non assiste i pazienti non residenti, anche se hanno domicilio sanitario nella cittadina balneare.

Sequenza di fatti che meritano una riflessione pubblica
Anche al giornalista capita in queste giornate di caldo torrido, come a me, di star male e avvertire il bisogno di un aiuto medico indifferibile. Scrivo queste righe per testimoniare un'esperienza diretta vissuta oggi in prima persona al Servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica) di Castellammare del Golfo; e segnalare una sequenza di fatti che meritano una riflessione pubblica sulla gestione dell'assistenza al paziente.
Dopo attesa di un buon numero di pazienti insieme con mia moglie, che accusava pure malesseri, i locali, anziché alle 10 come previsto, hanno aperto alle 10,20. Giunto il nostro turno, prima ancora di potere esporre la situazione clinica, la dinamica ha preso una piega inaspettata. Il. medico di turno ci ha chiesto repentinamente dove fossimo residenti. La mia risposta: “Siamo residenti in Lombardia, ma assegnati a questa Asp”. Il medico ha espresso l'impossibilità di procedere alle visite, adducendo come motivazione formale il fatto che il servizio fosse riservato ai soli residenti, come da disposizioni da lui ricevute.
Nonostante abbia fatto presente lo stato di necessità, la posizione del sanitario non è mutata. Non ci è stata avanzata alcuna richiesta di pagamento della tariffa prevista per le visite occasionali ai non residenti – istituto regolarmente normato a livello nazionale – né è stato eseguito un triage sommario per escludere l'urgenza clinica. Il colloquio stava per concludersi con l'invito a rivolgerci alla guardia medica turistica di Alcamo Marina.
Domanda cruciale: “Dottore, intende visitarci o rifiuta?”
Il paziente, purtroppo, non è sempre attrezzato per districarsi in farraginosità burocratiche e fare valere le proprie ragioni. Il medico avrebbe cambiato la sua decisione se il fatto fosse accaduto a un povero contadino non indottrinato o a una turista straniera che non comprende l’italiano? Ho spiegato, ripetendolo più volte, che la residenza anagrafica di un cittadino è cosa ben diversa da quella sanitaria, che ho proprio a Castellammare del Golfo, dove ho infatti anche il medico di base: manco se stessi parlando in arabo! Cosa fare? Domanda cruciale: “Dottore, intende visitarci o rifiuta?”. Incredibile la risposta: “Rifiuto”. Nell’alzarmi, ho avvertito che stavo per recarmi alla caserma dei carabinieri.
Solo a quel punto il medico ha mutato atteggiamento, ci ha chiesto dei malesseri che accusavamo, ha effettuato scrupolosamentre le visite e prescritto le terapie.
Credo che, qualunque sia la disposizione illegittima in contrario ricevuta, un medico, per il fatto stesso della professione e del giuramento, non può rifiutare di assistere un paziente discriminando in base alla sua residenza. C’è di più. La guardia medica, dove manca quella turistica, non può addirittura respingere i turisti, ma, come già detto, solo pretendere il pagamento di un ticket per “visita occasionale”, nel nostro caso non richiesto e peraltro non dovuto.
Nella cittadina balneare con meno di 15.000 abitanti, si calcolano quest’anno 320.00 presenze di turisti, un numero elevatissimo che dovrebbe fare riflettere meglio sui servizi di assistenza sanitaria. Anche il sindaco di Castellammare del Golfo faccia sentire la sua voce.
La salute torni a essere un diritto garantito in piena sicurezza
La mia storia personale è purtroppo lo specchio di una condizione che coinvolge troppi cittadini. Denunciare pubblicamente questo presunto caso di malasanità non nasce da un desiderio di rivalsa personale, ma dalla necessità collettiva di pretendere che la salute torni a essere un diritto garantito in piena sicurezza e non una roulette russa legata ad istruzioni errate e illecite impartite ai pochi medici disponibili, che dovrebbero essere messi in condizione di lavorare senza farraginosità burocratiche assurde, con diligenza e onore.
C’è da auspicare che l’Asp di Trapani fornisca in proposito istruzioni corrette e adeguate al personale medico e ogni opportuno chiarimento, che sarò lieto di accogliere.








