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Rinnovo carta di identità a LegnanoIl rinnovo di una carta di identità elettronica richiede tempi di attesa scandalosi: minimo quaranta giorni per avere un appuntamento attraverso il governo. Si spende una barca di denaro pubblico per automatizzare i servizi ai cittadini, trattati invece con tempi da diligenza.

Il documento di identità elettronico - la cosiddetta cie - si può ottenere a pagamento in qualsiasi Comune, anche diverso da quello di residenza; ma l’accesso agli uffici non è libero, tranne rari casi. Nei siti internet delle amministrazioni comunali ci si trova costretti a navigare tra vari menù e voci varie di difficile comprensione, senza riuscire nell’intento di scovare le necessarie informazioni: vi si trova di tutto, ma nulla che riguardi le modalità di rilascio della cie. Ma ecco sopperire in teoria il governo con l’apposito servizio web prenotazionicie.interno.gov.it.

La speranza di riuscire a ottenere un risultato si rivela però subito illusoria: molti Comuni non aderiscono a questo servizio offerto dal governo; e per gli altri spuntano sorprese da terzo mondo.

Un tentativo di prenotazione effettuato fra le ore 8 e le 8,30 di oggi rivela che occorrono minimo quaranta giorni per l’appuntamento.

Rinnovo carta di identità ad AlcamoAl Comune di Alcamo, in provincia di Trapani, la prima data disponibile per accedere all’ufficio è il 18 giugno. Troppa attesa? C’è di peggio. Per il Comune di Legnano, in provincia di Milano, bisogna aspettare addirittura l’1 luglio.

In compenso c’è almeno qualche lieta sorpresa. Alle 9,10 abbiamo compiuto un esperimento telefonando al Comune di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, e ci è stato passato l’ufficio anagrafe per avere informazioni; dopo di che l’impiegata ha risposto che avremmo potuto presentarci in qualsiasi giorno senza appuntamento e avrebbe provveduto al rinnovo in una ventina di minuti. La soluzione alla paesana, dunque, ha superato le decantate efficienze di un servizio telematico governativo.

Da anni l’Agenzia per l'Italia digitale (AgID) dovrebbe assicurare il massimo livello di innovazione tecnologica mediante il coordinamento informatico delle amministrazioni statale, regionale e locale. Solo nel 2022 la pubblica amministrazione ha speso oltre sette miliardi di euro in tecnologie dell'informazione e della comunicazione. I risultati sono però catastrofici, come se si navigasse all’indietro, quando già dappertutto imperversa invece l’intelligenza artificiale.

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