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Chiara Poggi e la bici oggetto delle indagini

Chiara Poggi sarebbe stata uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco da una donna mai sospettata. Il nome era stato confidato in un bar da un uomo che l’aveva vista fuggire in bici, ma non si trattava di una delle due sorelle Cappa, cugine della vittima, tornate in questi giorni al centro delle nuove indagini.

A nove anni dall’assassinio il testimone oculare, identificato, fu segnalato alla rivista “Il delitto”, da me diretta. Nel mese di dicembre 2016 informai del fatto i carabinieri della Compagnia di Legnano con una circostanziata denuncia diretta alla Procura della Repubblica di Pavia. All’atto erano allegati i documenti ricevuti e l’audio della confidenza che il presunto testimone aveva fatto in un locale di Garlasco; e resi ampia deposizione come persona informata. Pur invitato a tenermi a disposizione del magistrato, al quale la denuncia fu tempestivamente trasmessa dall’Arma, non fui poi più sentito.

Fantomatici supertestimoni a uso di trasmissioni tv

Chiara Poggi, articolo del 27 dicembre 2016 sulla rivista "Il delitto"La recente riapertura delle indagini sull’omicidio vede indagato Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, e fa emergere nuovi fantomatici supertestimoni che a uso di trasmissioni televisive sosterrebbero di aver visto comportamenti sospetti nell’immediatezza del delitto e a centinaia di metri dalla villa nella quale Chiara Poggi fu assassinata, oppure mirano a screditare la prova che in quelle ore l’indagato si trovasse, ben distante, a Pavia.

Dell’uomo che sosteneva di aver visto l’assassina diedi poi notizia sulla rivista “Il delitto” il 27 dicembre 2016 con l’articolo dal titolo Garlasco, un uomo vide killer di Chiara Poggi? La segnalazione a “Il Delitto” a 9 anni dall’omicidio.

L’articolo è ancora leggibile qui:

https://www.gruppoedicom.it/ildel/it/garlasco-un-uomo-vide-killer-di-chiara-poggi-la-segnalazione-a-il-delitto-a-9-anni-dall-omicidio.html

“A Garlasco – scrivevo - s’era diffuso il sospetto, poi mai rivelatosi fondato, che si volesse nascondere una verità troppo scomoda che avrebbe potuto portare al coinvolgimento di persone potenti o assai in vista. In un clima di paura, non venne mai fuori alcuno che avesse visto entrare o uscire dalla villa la persona che uccise Chiara Poggi; né s’è potuto capire se l’autore materiale dell’omicidio avesse uno o più complici”.

Un capello biondo due centimetri in una mano di Chiara

In un secondo articolo del 29 dicembre 2016 scrivevo: “Sono indiscrezioni che, ovviamente, andranno valutate con cautela e attentamente verificate per capire sino in fondo se offrano un contributo per la conoscenza di una verità mai venuta interamente a galla. In una mano di Chiara, come si ricorderà, fu trovato un capello biondo di due centimetri, ma non è stato accertato a chi appartenesse; una sensitiva aveva inoltre raccontato ai carabinieri, alcuni mesi dopo l’omicidio, di avere avuto una terrificante visione, secondo la quale ad assassinare Chiara Poggi era stata proprio una giovane arrivata in bicicletta e allontanatasi quindi, sporca vistosamente di sangue, con un complice giunto in auto; la bici sarebbe stata prelevata successivamente”. L’articolo è ancora leggibile qui:

https://www.gruppoedicom.it/ildel/it/nome-di-una-donna-nell-omicidio-di-garlasco.html

Il materiale che gli inquirenti stanno riesaminando è di una mole enorme; e al momento dagli atti conoscibili si evince che a uccidere Chiara Poggi sarebbero state due o tre persone e non una, come peraltro lasciavano intendere già le conclusioni processuali che hanno portato alla condanna definitiva di Andrea Stasi – il quale si è sempre protestato innocente - a sedici anni di reclusione. A ciò si aggiungono presunti scoop di stampa attraverso il ripescaggio di vecchi messaggi scritti all’epoca del delitto da persone vicine alla vittima, frasi già a suo tempo esaminate ma oggi malinterpretate suscitando confusi clamori.

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