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raccolta funghi

  • Alcamo, 30 euro contesi fra Comune e Regione

    Arduo ottenere un tesserino per la raccolta amatoriale di funghi

    30 euro contesi per un tesserino

    Alcamo, 30 euro contesi fra Comune e Regione

    Farraginoso rimando da un ufficio all’altro, con una pratica incredibilmente sospesa

    Il Comune di Alcamo pretende per sé trenta euro che sono stati già versati invece alla Regione Siciliana – come questa prescrive – per rilasciare un tesserino annuo per la raccolta amatoriale di funghi. Con un farraginoso rimando da un ufficio della Regione all’altro, una pratica rimane incredibilmente sospesa.

    La Regione Siciliana, con propria legge del 2006, a chi ne faccia richiesta rilascia attraverso i Comuni un tesserino nominativo annuo, indispensabile per raccogliere nell’isola funghi spontanei, anche per passatempo. Condizioni indispensabili sono l’attestato di aver seguito un corso micologico e il versamento del contributo annuo di trenta euro; consegnando al momento del rilascio due foto e due marche da bollo di sedici euro ciascuna. La Regione precisa nel proprio sito istituzionale che dal 26 ottobre 2025 quel versamento va effettuato esclusivamente a suo favore. Ma ecco allora lo strano inghippo.

  • In Sicilia i funghi più amari d’Italia: 142 euro per il permesso di raccolta

    In Sicilia i funghi più amari d’Italia: 142 euro per il permesso di raccolta

    Ad Alcamo scandalo di una pratica bloccata dal Comune, che pretende per sé un pagamento destinato alla Regione

    funghi in Sicilia

    In Sicilia i funghi sono i più amari d’Italia: per avere il permesso di raccolta bisogna spendere ben 142 euro l’anno; e c’è anche lo scandalo di trenta euro che i Comuni vorrebbero continuare a incassare pur essendo pretesi dalla Regione. La questione è scoppiata ad Alcamo per una pratica bloccata da un mese, ma riguarderebbe nell’isola migliaia di appassionati di funghi.

    Può sembrare una barzelletta, ma raccogliere in Sicilia anche un solo fungo senza essere in possesso di un tesserino regionale può costare caro, cioè una sanzione da 50 a oltre 300 euro. Lo dispone la legge regionale n. 3 del 2006 e successive modificazioni del 2023. Queste norme dovrebbero avere lo scopo di tutelare l’ambiente, ma in sostanza si traducono nell’imposizione di tributi e nell’elargizione di fondi ad associazioni locali autorizzate a tenere a pagamento corsi di formazione obbligatori per potere poi ottenere il tesserino; e non è una bazzecola, perché si tratta di ben ottanta euro per ogni partecipante al corso, che se è residente fuori regione dovrebbe addirittura frequentarlo ogni anno.

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