Arduo ottenere un tesserino per la raccolta amatoriale di funghi

Alcamo, 30 euro contesi fra Comune e Regione
Farraginoso rimando da un ufficio all’altro, con una pratica incredibilmente sospesa
Il Comune di Alcamo pretende per sé trenta euro che sono stati già versati invece alla Regione Siciliana – come questa prescrive – per rilasciare un tesserino annuo per la raccolta amatoriale di funghi. Con un farraginoso rimando da un ufficio della Regione all’altro, una pratica rimane incredibilmente sospesa.
La Regione Siciliana, con propria legge del 2006, a chi ne faccia richiesta rilascia attraverso i Comuni un tesserino nominativo annuo, indispensabile per raccogliere nell’isola funghi spontanei, anche per passatempo. Condizioni indispensabili sono l’attestato di aver seguito un corso micologico e il versamento del contributo annuo di trenta euro; consegnando al momento del rilascio due foto e due marche da bollo di sedici euro ciascuna. La Regione precisa nel proprio sito istituzionale che dal 26 ottobre 2025 quel versamento va effettuato esclusivamente a suo favore. Ma ecco allora lo strano inghippo.
L’appassionato, involontario protagonista della questione, è nientemeno Salvo Bella, noto giornalista professionista e scrittore, nonché nostro direttore. Non proprio amante di paradossi pirandelliani, racconta con un sorriso ironico la mini commedia.
Domanda online? No, meglio recarsi di presenza all'ufficio
“Presentata online – racconta Salvo Bella - domanda completa di documenti, sono stato raggiunto per telefono da una impiegata del Comune di Alcamo, la quale ha lamentato che non mi fossi recato di presenza nei loro uffici per compilare a mano l’istanza; e che avessi versato i trenta euro alla Regione e non al Comune recandomi a Unicredit di Alcamo, che saprebbe come fare. Sentirmi dire ciò ancora oggi, quando ormai si va verso l’anno tremila, mi ha fatto raggelare”.

Le spiegazioni del giornalista col rimando alle disposizioni regionali non sono bastate: pratica sospesa.
“Avendo chiesto lumi alla Regione Siciliana – prosegue Bella - sono stato dirottato per giorni da un dipartimento all’altro, ma senza risultato. A titolo collaborativo ho anche fornito al Comune gli estremi della disposizione regionale per le modalità di versamento, ma lo stesso nel riesaminare la pratica non dice alcunché sull’argomento e anzi mi richiede paradossalmente l’invio dei documenti che ho già consegnato nonché un versamento di trenta euro a suo favore; in ultimo spiegandomi dove dovrei andare poi a ritirare addirittura il tesserino di caccia, che non ho mai chiesto, anziché quello per raccolta funghi”.
“Il rilascio del tesserino – conclude il giornalista – è un atto dovuto per legge e mi dispiace che la barzelletta debba andare a finire eventualmente, mio malgrado, davanti alla magistratura, che già ha abbastanza lavoro per fatti più seri”.









