Pulcinella, il buffone, comico e tragico, non potrà mai finire d'incantare; e dal teatro delle marionette di Praga è stato rielaborato per il teatro dal vivo da Gennaro Francione, il magistrato drammaturgo napoletano considerato erede di Ugo Betti.
Di Francione escono in contemporanea i due volumi “Kaspárek" (il primo di 346 pagine, il secondo di 321, entrambi disponibili da Amazon), un titolo integrato da un'immagine suggestiva della maschera e dalle parole ulteriormente esplicative "I 44 corti circuiti del Pulcinella boemo".
Perché, insomma, proprio Kaspárek?
A spiegarlo è lo stesso autore, il quale chiarisce, per chi non lo sapesse, che questo personaggio nel secondo quarto del XIX secolo sostituì la figura comica originale di Pimperle nelle opere di pupazzi popolari cechi. Già nel 1600, tuttavia, lo scrittore Giambattista Basile aveva pubblicato "Lo cunto de li cunti" (o "Pentamerone"), una raccolta, la prima in Europa, di cinquanta fiabe popolari con personaggi diversi. Gennaro Francione ha preso solo a modello l'opera di Basile, attingendo dal teatro boemo delle marionette.
Interprete dell'umanità che si ribella all'oppressione
Il risultato è di 44 corti teatrali, un genere a sè stante di agevole fruizione sia per la lettura sia per la rappresentazione. Ciò da solo può dirla lunga sulla bontà di un'opera che si aggiunge a innumerevoli altre di Gennaro Francione. Vero è che Pulcinella secondo Eduardo De Filippo "non rappresenta la caricatura di un uomo, ma dell’uomo".
Nei due volumi di Francione vi è però assai più ed è intrinseco alla verve speciale di questo drammaturgo di Torre del Greco, già noto magistrato e consigliere di Corte di Cassazione, il quale, anche con ironia, è uno dei migliori interpreti dell'umanità che si ribella all'oppressione di ogni forma. Non a caso le opere del drammaturgo sono rappresentate in Italia e all'estero con successo di pubblico e di critica, tant'è che Gennaro Francione l'11 giugno 2024 ha ricevuto il premio internazionale “Enrico Caruso da san Giovanniello a New York”, essendo definito come “forza viva della nuova drammaturgia”. Al suo intenso curriculum si aggiunge ora "“Kaspárek", una preziosità nel panorama della letteratura italiana.









