Garlasco, altre accuse demenziali ai Cc
Fandonie sui Ris per scagionare l'assassino di Chiara Poggi
Gli “sviluppi” delle indagini a carico di Andrea Sempio. Rischio di trasformare in un giallo impunito l’orrendo omicidio
Diventa sempre più grave il rischio di trasformare in un giallo impunito l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, con accuse demenziali a un ex magistrato e ai carabinieri per scagionare un assassino condannato con pena definitiva.
La chiusura delle nuove indagini preliminari a carico dell’indagato Andrea Sempio ha offerto nelle ultime ore il destro ad accuse demenziali contro i Ris di Parma e al suo ex comandante generale Luciano Garofano, alto ufficiale integerrimo ed esperto dei più importanti che l’Arma abbia avuto. Non si può tacere quanto sia stupefacente e miserabile l’insinuazione che i Ris sotto il suo comando abbiano potuto alterare prove o celarne o addirittura inventarne per incastrare Alberto Stasi; insomma depistaggio.
Questi “sviluppi” dai fini loschi seguono altri attacchi inauditi, come quello all’ex procuratore di Pavia dott. Mario Venditti, accusato addirittura di corruzione (per aver chiesto in passato di non doversi procedere contro Andrea Sempio), ma prosciolto a Brescia. Solo un’opinione pubblica allocca o facinorosa può dar credito a procedimenti di tal genere, che ledono pesantemente l’onorabilità di un ex magistrato e sperperano denaro pubblico.
Il generale Garofano non è l’unico militare nel mirino, essendoci sotto tiro anche sottufficiali che indagarono per la Procura di Pavia e soprattutto il colonnello Gennaro Cassese, indagato per il semplice motivo di non ricordare un fatto privo di importanza accaduto in caserma a Vigevano vent’anni fa quando comandava quella Compagnia: questioni di lana caprina, ma idonee a sollevare altro fumo su un atroce delitto.







