Acqua, rivolta a Riposto contro il caro bollette
Un bene pubblico primario trasformato in merce extralusso

Si paga anche per un depuratore fantasma. Cittadini in fila e diffida del sindaco all’azienda sotto accusa
L’acqua a Riposto è un extralusso e la pazienza dei cittadini contro le bollette astronomiche è ufficialmente esaurita. Quello che si sta consumando in queste settimane tra il centro storico e le frazioni marinare, a partire da Torre Archirafi, non è un semplice disguido burocratico: è un vero e proprio attentato economico ai bilanci familiari. L'arrivo delle prime fatture targate Società Idrica Etnea (SIE S.p.A.) ha scatenato un'ondata di rabbia cieca, trasformando un bene primario e pubblico in una merce dal costo inaccessibile.
Cifre inventate e file della vergogna alla Pro Loco
Migliaia di euro richiesti a famiglie composte da due persone, cifre sproporzionate per case rimaste vuote per mesi, conguagli che sembrano scritti al lotto: la cittadinanza accusa l'azienda di sparare numeri a caso nel mucchio, ignorando deliberatamente le letture reali dei contatori per fare cassa immediata sulla pelle della gente.
L'assistenza all'utente si è trasformata in un'offesa alla dignità umana. I residenti descrivono le file della vergogna fuori dagli uffici allestiti presso la Pro Loco: cittadini costretti a mettersi in coda all'alba, sotto il sole o la pioggia, per poi sentirsi dire che il tempo è scaduto o che i terminali sono bloccati. Un muro di gomma aziendale respinge le legittime richieste di chiarimento dei contribuenti.
Lo scandalo del depuratore: pagare per un servizio fantasma
A far traboccare un vaso già colmo è lo scandalo legato al depuratore consortile. Nelle fatture recapitate a tappeto compare infatti una pesante quota fissa destinata alla depurazione delle acque reflue, un balzello intollerabile se si considera che la reale presa in carico e l'efficiente gestione dell'infrastruttura sono da tempo al centro di pesanti ombre e rimpalli di responsabilità. I ripostesi si rifiutano di pagare per servizi fantasma o carenti: pretendere denaro per un impianto la cui gestione fa acqua da tutte le parti non è solo un paradosso, è un sopruso intollerabile. Su questo punto la piazza esige risposte immediate, stanca di finanziare un sistema pubblico-privato che scarica i propri costi strutturali e i propri disservizi direttamente sulle spalle delle famiglie.
Fronte comune: la rabbia dei cittadini e il "basta" del Sindaco Vasta
Nelle strade e nei quartieri la tensione è ormai palpabile. La disperazione e la rabbia hanno superato il livello di guardia: c'è chi è pronto a bloccare le vie principali del paese o a fare un sit-in permanente pur di non cedere a quello che viene percepito come un ricatto.
Dal canto suo, l'amministrazione comunale di Riposto guidata dal sindaco Davide Vasta ha dovuto prendere atto della gravità della situazione. Il primo cittadino ha alzato i toni, tuonando contro i vertici societari con una durissima diffida formale. La linea del Comune è netta: non si tollereranno più i soprusi ai danni dei ripostesi. La politica locale, unita ai sindaci dell'hinterland ionico di Giarre, Mascali, Fiumefreddo e Sant'Alfio, sta facendo blocco unico: l'intenzione è quella di portare i faldoni di questa gestione fallimentare direttamente sui tavoli della Prefettura e della Procura se l'invio delle cartelle gonfiate non cesserà all'istante.
Resistenza civile: la guida per non pagare il sopruso
Le associazioni dei consumatori e i comitati civici nati spontaneamente invitano alla resistenza civile e legale. Nessuno deve subire passivamente. I passaggi per bloccare questo meccanismo perverso sono tre:
- Muro di carta con i reclami: scaricare la modulistica e inviare immediatamente una contestazione formale tramite PEC o raccomandata A/R.
- Autolettura di massa: fotografare il contatore e inviare il dato reale per smascherare le proiezioni teoriche e coatte dell'azienda.
- Congelamento dei pagamenti: pretendere la sospensione immediata della fattura contestata, bloccando qualsiasi tentativo di distacco forzato dell'utenza.
L'appello: uniti per l'acqua pubblica e contro il bluff del depuratore
La pazienza è finita. L'appello che si leva forte dalle piazze di Riposto è rivolto a ogni singolo cittadino: non pagate al buio, fate valere i vostri diritti e partecipate in massa a ogni iniziativa di protesta. Al tempo stesso, chiediamo al Comitato e ai Sindaci del comprensorio ionico di non arretrare di un millimetro. La battaglia non si vince con i rinvii o con i bonus farsa: pretendiamo il blocco immediato delle tariffe d'oro e un'ispezione immediata sulla gestione del depuratore consortile.
Riposto non piegherà la testa di fronte a chi specula su un bene vitale. La mobilitazione continua e non si fermerà finché non ci saranno trasparenza e dignità.

GAETANO ALEMANNI è stato ispettore superiore di polizia, cofondatore e segretario nazionale di sindacati di categoria, per i quali ha anche diretto organi di informazione. Ha operato in servizi di sicurezza a Milano e diretto indagini per la lotta alla mafia in Sicilia. Istruttore e direttore di tiro, è consulente tecnico della magistratura e saggista.







