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Manifestazione nazionale in piazza per GazaLa catastrofe umanitaria di Gaza è un orrore, ma nessuno la ferma.

In Italia e in Europa oltre cinquantamila morti innocenti non fanno testo per i politicanti che governano. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto che si ponga fine immediata agli orrori contro i palestinesi, una sorta di atto di coraggio tenendo conto dei clima di soggezione diffusa al governo israeliano.Evidente è che qualcosa andava detto e presto, a fronte della crescente indignazione popolare e delle proteste che dilagano, fino all’annuncio di una manifestazione nazionale il 7 giugno a Roma per iniziativa di partiti dell’opposizione.

Il governo ha perduto ampiamente di credibilità

Sullo scottante tema il governo ha già perduto ampiamente di credibilità, andando appresso da un lato alle decisioni americane e dall’altro al falso presupposto che nulla si possa contro Israele senza turbare gli ebrei, come se la guerra scatenata da Netanyau fosse la difesa di valori religiosi anziché conseguenza di strapotere con mire espansionistiche.

Fra gli scambi commerciali anche carichi di armi

I soli auspici di pace da parte di chi governa sono un paravento odioso in mancanza di atti conseguenti, tenuto conto che l’Italia ha addirittura votato contro l’iniziativa di limitare i rapporti commerciali contro il Paese guerrafondaio, col quale continuano invece gli scambi, autorizzati e anche occulti come il carico di 14 tonnellate di materiali bellici sequestrati quest’anno mentr’erano in partenza dal porto di Ravenna.

Di sanzioni, dunque, neanche a parlarne: se ne aggiungono di continuo solo contro la Russia poiché ha invaso l’Ucraina, quasi che Israele stia a Gaza in villeggiatura anziché distruggerla.

Traditi i princìpi della storia italiana contro mafia e terrorismo

Certo è che Israele il 7 ottobre 2023 ha subìto un attacco terroristico di Hamas, con 1200 morti e 250 rapiti, mettendo a nudo gravi lacune nella capacità di prevenzione dei servizi segreti. Una sana impostazione di princìpi di sicurezza e giustizia avrebbe fatto sì che si perseguissero ovunque i responsabili, ma dopo avere, innanzitutto e soprattutto, esperito tutte le operazioni necessarie per salvaguardare la vita degli ostaggi e tentarne la liberazione, cosa che non è per nulla avvenuta, con enorme sconcerto.

Per combattere la mafia in Sicilia, sin dai tempi del fascismo, nessuno ha mai sognato di bombardare Corleone. E per combattere le Brigate Rosse – anche con torture di terroristi e qualche morto che forse poteva essere evitato – non sono stati lanciati missili contro la popolazione e nemmeno contro i loro covi, ma sono stati portati a processo i responsabili. Ciò che la storia italiana ci insegna avrebbe dovuto perciò imporre prese di posizione più dure e serie cojtro Israele, con coscienza. Che enorme delusione!

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