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Ucraina, una svolta dall’incontro fra Putin e Trump

Punti fermi per la pace dallo storico bilaterale in Alaska

Incontro fra Putin e Trump

All’accordo sostanziale mancano pochi correttivi e l’approvazione di Zelensky. Invito esplicito all’Europa a non ostacolare gli sforzi per la fine della guerra

Il bilaterale fra Putin e Trump ha svelato un accordo sostanziale per porre fine alla guerra in Ucraina, maturato dopo intensi sforzi diplomatici fra Russia e Usa. Perché la storica svolta porti realmente alla pace manca ancora, però, il consenso di Zelensky.

Fondamento politico e storico della pretesa su alcuni territori

Molti osservatori sostengono che questo esito provvisorio segni una sconfitta di Trump, per il fatto che il leader americano aveva dichiarato, fino alla vigilia, di puntare a una tregua immediata, in mancanza della quale avrebbe reagito pesantemente contro la Russia. Non c’è stato l’atteso risultato di un cessate il fuoco, ma traspare che il faccia a faccia abbia permesso di chiarire apertamente tutti gli aspetti della questione, a partire dalle cause che hanno spinto la Russia alla guerra: un fatto che Trump aveva attenzionato con rilievo nei mesi scorsi, sostenendo che al posto del suo predecessore avrebbe impedito sul nascere il conflitto con le armi, implicitamente riconoscendo che le rivendicazioni di Putin su alcuni territori potessero avere un fondamento politico e storico.

Ucraini patriottici ma stanchi dei proclami teatrali di Zelensky

I sostegni di America ed Europa a Zelensky hanno permesso di esercitare a lungo una forte resistenza contro gli invasori, impedendo la conquista di Kiev e rallentando l’avanzata russa, che tuttavia è andata e continua ad andare avanti, con morti e distruzioni. Il popolo ucraino, con tutti gli uomini mandati a morire al fronte, è ormai esausto; nonostante il patriottismo, dubita profondamente per i ripetuti proclami di Zelensky e per le sue apparizioni su palcoscenici mondiali annunciando continuamente e teatralmente una imminente vittoria della guerra, chiedendo sempre più armi e fiumi di denaro con destinazione discutibile e dubbia.

Veduta pragmatica di due veri statisti contro la fantapolitica

Le fantomatiche sanzioni di Europa e Italia contro la Russia hanno scalfito ben poco l’aggressore, causando invece ripercussioni economiche gravi sui cittadini occidentali. Oggi, a guerra perduta, viene amplificata l’inesistente prospettiva che Putin, vista l’influenza fino ai Balcani, possa addirittura aggredire in avanti anche Stati europei; e si insiste perciò perché la Russia venga quanto più isolata. Si tace che il sistema di difesa Nato, del quale facciamo parte, impedisce a chiunque di pensare all’invasione di territori. Allora di che si parla?

Trump e Putin, con veduta pragmatica e di concreta distensione mondiale, cercano di andare al sodo, arrivando a sollecitare Zelensaky e l’Europa a non ostacolare il processo di pace allo stato avanzato; perché i veri statisti non amano la fantapolitica, che può alimentare i conflitti esistenti e scatenarne altri.

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