
Niscemi, alzare la testa contro i politicanti
Tutti sapevano che il paese crollava, fino al disastro
I siciliani continuano a pagare per ruberie, incuria e omissioni, passerelle e promesse mai mantenute
Niscemi crolla, ma deve alzare la testa contro i politicanti, che, pur sapendo, hanno lasciato che accadesse il disastro: una vergogna nazionale, di un sistema nel quale si preferisce attendere i disastri per potersi leccare i baffi, in vista dell’erogazione tangentizia di miliardi con o senza discutibili appalti.
Non è la prima volta che a uso di telecamere e tg si registrano in Sicilia passerelle, sfilate di personaggi che dopo avere omesso di intervenire come dovuto per fare prevenzione sorvolano come sciacalli le macerie. Era già accaduto più volte proprio a Niscemi, paese costruito sull’argilla che scivola a valle, e la sceneggiata si ripete, ostentando dolore e pianti di circostanza o fasulli.
Gli allarmi sempre più gravi lanciati dagli esperti e da sindaci avrebbero dovuto sortire interventi urgentissimi; che pure erano stati ripetutamente promessi. La Sicilia però può aspettare, perché la priorità è per la baggianata e ladroneria infinita del ponte sullo Stretto: può aspettare la gente finché non viene travolta dai dissesti idrogeologici, finché la mafia amministra e cura traffici in silenzio e non esplode con stragi.
Che dire pure dell’odioso sistema del buon vivere della stampa, che se fosse stata libera avrebbe potuto e dovuto sferzare il potere come una volta facevamo alcuni giornalisti? Negli anni novanta mi trovai a dirigere al quotidiano “La Sicilia” le pagine della provincia di Caltanissetta, dando spazio ogni giorno ad articoli di denuncia su diffusi problemi. Avevo collaboratori ottimi e ben motivati, come Maria Concetta Goldini a Gela e Pino Vaccaro a Niscemi, colleghi che non guardavano in faccia nessuno, non asserviti, per me indimenticabili. Molte cose da allora sono cambiate nei giornali, dove per scelta dei proprietari si pensa solo a vivere.
Le passerelle attuali a Niscemi differiscono da quelle del passato perché a sfilare con i maggiorenti sono anche personaggi sotto processo per corruzione e peculato, che continuano a servire al sistema perché ancora con le mani in pasta nella gestione del denaro pubblico, spesso illecita.
In siffatto scenario, ci si trova purtroppo dinanzi a prospettive assai brutte.









