Sanità, il Ministro esulta ma in Sicilia lo diffidano
Querele a Trapani per prestazione negata nei tempi prescritti

Paziente rifiuta di sottostare a liste di attesa e pretende il rispetto delle priorità. Rapido intervento del Presidente Renato Schifani
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci esulta annunciando l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, ma intanto da Trapani un paziente lo diffida e annuncia querele per una prestazione negata nei tempi prescritti dal medico.
Il problema delle liste d’attesa è di una gravità enorme soprattutto in Sicilia, dove il sistema sanitario non riesce a soddisfare le esigenze dei pazienti, nonostante l’aumento di milioni e milioni di stanziamenti e il susseguirsi di leggi e decreti, nazionali e regionali.
I vari provvedimenti continuano a perdere efficacia anche a causa di farraginosità in aumento, che mettono in difficoltà i cittadini e gli stessi operatori del sistema sanitario, assoggettati a procedure complesse, difficili o impossibili.
Costretti a rinunciare ad accertamenti e cure
In questa situazione allo sfascio, è incalcolabile il numero dei siciliani costretti a rinunciare ad accertamenti e cure. Il principio costituzionale del diritto alla salute e del dovere dello Stato di garantirlo è ormai disatteso; e per potersi curare ci sono tre possibilità: cercare una raccomandazione, o pagare, o rassegnarsi.
Ma contro questa inconcepibile logica della rassegnazione c’è a quanto pare un rimedio, come rivela un caso scoppiato a Trapani, dove l’Azienda Sanitaria Provinciale ha negato una risonanza magnetica entro i sessanta giorni prescritti da uno specialista; e la stessa cosa è accaduta ricorrendo al centro unico di prenotazione regionale. Il paziente, ammalato di cancro, anziché arrendersi, ha diffidato il Ministro della Salute, il Presidente della Regione, l’Assessore Regionale alla Salute e il Direttore Generale dell’ASP di Trapani, annunciando querele.
Non si è fatto attendere l’intervento del Presidente della Regione, che attraverso il Capo di Gabinetto, Sammartano, ha invitato gli uffici competenti a “intraprendere ogni utile azione e iniziativa al fine di superare la criticità”, il tutto “a tutela diretta degli interessi dell’Amministrazione regionale”.
L’autore della diffida, dal canto suo, non demorde: “La pubblica amministrazione - dice - pretende giustamente che il cittadino osservi i tempi imposti per assolvere ad obblighi, pena sanzioni anche rilevanti; ma non può continuare a violare impunemente le norme che emana, con danni per i cittadini e senza pagarne le conseguenze. Spero che i siciliani reagiscano denunciando, invece di rassegnarsi e attendere la morte”.









