- Scritto da Salvo Bella
Caso Garlasco, tutta colpa di toghe impreparate?
Illusione di certezza scientifica applicata al diritto penale

Limiti metodologici evidenziati dal magistrato Giuseppe Gennari nel libro “La scienza non giudica”
- Scritto da Gaetano Alemanni
Malviventi in casa del cronista di nera: non c'è sangue e la polizia non interviene

Sottratti dall'archivio documenti con dati sensibili sull'attività del giornalista Salvo Bella
L'episodio inquietante in pieno giorno a Legnano nella città devastata da razzie in negozi e abitazioni. Indagano ora i carabinieri
- Scritto da Salvo Bella
Il business delle revisioni processuali
Teorie difensive farlocche senza un morto vivo

Dal caso Gallo a complotti finalizzati a spartire risarcimenti dello Stato, le condanne definitive per omicidio non sono smontabili a chiacchiere
L’unico caso in Italia di giusta revisione del processo per omicidio è quello di Salvatore Gallo, condannato ingiustamente all’ergastolo per l’uccisione del fratello Paolo, che dopo sette anni dalla misteriosa sparizione fu poi ritrovato vivo, appunto perché non era stato ammazzato. Altri casi di revisione processuale possono ritenersi farlocchi; perché senza un morto vivente non ci sono omicidi smontabili a chiacchiere né assassini da rimettere in libertà.
Indagine esemplare del giornalista Enzo Asciolla
Lo storico caso risale al 1954 ed ebbe origine ad Avola, in provincia di Siracusa, da dove il contadino Paolo Gallo non fece più ritorno a casa dal lavoro in campagna. Molti elementi emersi dalle indagini permisero di far luce su pregresse liti e di scoprire macchie di sangue, fatti che portarono all’arresto del fratello Salvatore e alla sua condanna all’ergastolo in via definitiva. Ma sull’intera vicenda aleggiava il mistero, finché nel 1961 il giornalista Enzo Asciolla, mio collega specializzato di cronaca nera e giudiziaria come me al quotidiano “La Sicilia” di Catania e indimenticabile amico, non ricevette alcune segnalazioni che gli permisero di condurre una indagine esemplare, col risultato di scoprire che Paolo Gallo era vivo: si era infatti nascosto solo per sfuggire a una eventuale condanna in una causa che aveva col fratello; e fu rintracciato a Ispica.
- Scritto da Salvo Bella
Stefano Santoro racconta tutto sulla misteriosa uccisione dei due carabinieri
Strage di Alcamo, onestà di un’inchiesta drammatica
Dubbi e smentite di ricostruzioni fantasiose e opportuniste su autori e movente. Mirino su confessione, ritrattazione e “suicidio” di Giuseppe Vesco

Una rivisitazione della strage di due carabinieri nella caserma di Alcamo a oltre 50 anni dal massacro può sembrare sterile; ma apre squarci profondi e inquietanti se a offrirla è Stefano Santoro, l’alcamese che da lungo tempo si dedica a una indagine minuziosa e ora, con coraggio, ne offre i risultati nel suo libro “Le mani sul silenzio”, pubblicato da pochi giorni da Amazon.







