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CRONACA CULTURA POLITICA REGIONIRivista diretta da Salvo BellaQuesto sito utilizza cookies tecnici propri e cookies di profilazione di terze parti. Continuando la navigazione accetti.
I trent’anni di latitanza del boss Matteo Messina Denaro sarebbero stati assicurati da parenti, da una rete di mafiosi, da personale sanitario, da imprenditori e da quattro o cinque amanti che l’avrebbero frequentato in diversi periodi. Dall’arresto, avvenuto a Palermo il 16 gennaio 2023, non s’è fatta però luce sulle protezioni delle quali il capomafia avrebbe usufruito assai in alto in ambienti politici e istituzionali come s’era a lungo ipotizzato, ma nei guai sono finiti anche alcuni professionisti del settore medico.
Stretta nella lotta alle mafie dalle riforme Cartabia a oggi
- Scritto da Salvo Bella
Le riforme della giustizia, dalla Cartabia a quelle che il governo si appresta a introdurre, comporterebbero una stretta nella lotta alle mafie. Il confronto fra politica e magistrati continua a essere duro; e il procuratore Nicola Gratteri parla di disastro, lanciando l’allarme per ciò che sta accadendo nello svolgimento di indagini e dei processi: rischi diffusi di impunità ma anche di limitazioni alle garanzie degli imputati.
Le modifiche alla normativa sono orientate a snellire i procedimenti penali e ad abbreviarne i tempi. Allo scopo di raggiungere quegli obiettivi, nel 2022 è entrato in vigore il decreto legislativo che porta il nome di Marta Cartabia, all’epoca ministro nel governo tecnico presieduto da Mario Draghi. Fra le novità, non si può più procedere d’ufficio, ma solo se viene presentata una querela dalla persona offesa, per diversi reati, come truffa e lesioni personali.

I partiti tradizionali sembrano offuscati da numerose liste civiche alle elezioni comunali: un espediente allo scopo di attrarre gli elettori disamorati o delusi, che vista l'enorme confusione potrebbero però astenersi dal voto.
Per conquistare le amministrazioni locali sono anche in lizza partiti neonati di interesse nazionale, sebbene poco noti. I candidati puntano su apparentamenti fra più liste, coalizioni per aree di destra o di sinistra ma anche eterogenee, quelle che maggiormente sono poco apprezzate da chi è chiamato a votarle.
I comuni al voto sono 471, di cui molti nelle regioni a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia e Trentino-Alto Adige. Le urne resteranno aperte domenica 25 e lunedì 26 maggi, ma le elezioni avvengono in alcuni centri nel mese di aprile.








