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CRONACA CULTURA POLITICA REGIONIRivista diretta da Salvo BellaQuesto sito utilizza cookies tecnici propri e cookies di profilazione di terze parti. Continuando la navigazione accetti.
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- Scritto da Valeria Esposto
Carceri senza umanità, corsa ai rimedi
Monito del Presidente della Repubblica sui princìpi costituzionali
Il Governo ha allo studio il ricorso a pene alternative al sistema penitenziario per ridurre il sovraffolamento, mentre si susseguono i suicidi di detenuti allo stremo.

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- Scritto da Susanna Raineri

Moto selvagge inquinano di rumori le città
Scorribande notturne di scooter truccati, un furto di serenità
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- Scritto da Valeria Esposto
Delitti, errori giudiziari e fumo delle baraonde mediatiche
Giornali e tv artefici di una paradossale e pericolosa giustizia emozionale
Il caso di Alberto Stati, condannato definitivamente per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, alimenta congetture e torna a dividere l’opinione pubblica fra colpevolisti e innocentisti
La narrazione di tv e giornali su gravi fatti criminali ha pericolosi effetti di giustizia emozionale, con l’opinione pubblica divisa fra colpevolisti e innocentisti. Il tema delitti ed errori giudiziari è all'ordine del giorno; ed impossibile sapere se, quando e quanto tali spettacolarizzazioni possano influire anche nelle decisioni dei magistrati. Il caso di Alberto Stasi, del quale si discute attualmente, è emblematico.
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- Scritto da Susanna Raineri

Che caldo! La natura ci mette a dura prova
Alle prese con gli effetti, anche gravi, del cambiamento climatico
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- Scritto da Susanna Raineri

Micio e amico Fido a rischio di abbandono
Molti animali domestici restano soli e senza cure
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- Scritto da Valeria Esposto

Suicidi imperfetti ed omicidi ambigui
L’autopsia psicologica corre in aiuto alla medicina legale
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- Scritto da Salvo Bella

Giornalisti spiati, un'antica abitudine - 2
La prassi dell'ascolto illecito minaccia la libertà dell'informazione
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Giornalisti spiati, un'antica abitudine - 1
Dal caso Sifar alle schedature segrete di Digos e Nuclei informativi
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- Scritto da Valeria Esposto

Giustizia sotto accusa, il destino di un errore
Aumentano le richieste di revisione di processi, mettendo in dubbio la bontà delle indagini che hanno portato a condanne definitive
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- Scritto da Susanna Raineri

Femminicidi, difficile o vana la prevenzione
La società non ha ancora capito il valore del rispetto tra i generi
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- Scritto da Salvo Bella
Rispondono della morte dell'uomo pronto a sparare dopo avere ucciso il brigadiere Legrottaglie
Incredibile sviluppo dopo i due conflitti a fuoco ingaggiati in Puglia da criminali contro carabinieri e polizia: nei guai chi ha fatto il suo dovere evitando altre probabili vittime. La Procura della Repubblica chieda il proscioglimento immediato.
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- Scritto da Salvo Bella
I referendum su lavoro e cittadinanza italiana agli stranieri erano destinati a fallire per la confusione causata dai contrasti fra le opposizioni.
Gli elettori di centrodestra, per scelta ideologica radicata o per fedeltà ai partiti di governo, restano contrari a una maggiore concessione di diritti ad extracomunitari, dei quali mal tollerano l’ingresso e la presenza in Italia. Ma nemmeno gli altri sono propensi ad affrontare l’argomento, assillati come sono, semmai, da problemi diversi, come quelli del lavoro, della sanità, dell’istruzione e della sicurezza.
I licenziamenti facili e lo smarrimento dei lavoratori
La questione del lavoro e, in questo caso, dei licenziamenti facili, non dovrebbe lasciare nessuno, invece, indifferente. Il 9 agosto 2014 entrò in vigore la riforma del lavoro, conosciuta come Jobs Act, che avrebbe dovuto portare nelle intenzioni a una flessibilità per i datori di lavoro, che c’è progressivamente stata con l’aumento di assunzioni di breve durata del lavoro precario, diventato legittimo, e il calo di quello a tempo indeterminato.
Ma la legge fra le altre cose abolì l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, in base al quale nessuno poteva essere licenziato senza una giusta causa. Da allora s’è diffuso nei cittadini un crescente senso di insicurezza: colpisce profondamente il timore di essere mandati a casa da un giorno all’altro senza alcuna motivazione, spesso solo perché antipatici o non disposti a genuflessioni di vario genere e ammiccamenti, soprattutto da parte delle donne. Su questo chiamava a pronunciarsi uno dei referendum.
La Corte Costituzionale ha più volte modificato il diritto, ampliando i limiti dell’indennità da corrispondere a chi viene mandato via, ma confermando l’impossibilità della riassunzione in servizio, prima quasi sempre obbligatoria. Il licenziamento senza motivi, dunque, è estremamente odioso perché determina nella persona un senso di smarrimento profondo.
Una cavalcata illusoria per stare sulla scena
A introdurre il Jobs Act fu il governo presieduto da Matteo Renzi, del quale facevano parte Pd, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica, Unione di Centro, Popolari per l’Italia, Socialisti italiani e Indipendenti. Quel guazzabuglio si è poi dissolto, il Pd si è spaccato e ne è venuto fuori uno “nuovo” che è entrato col M5S nel secondo governo Conte. Perché allora M5S e Pd, che avevano la maggioranza, non abolirono il Jobs Act come avrebbero voluto fare adesso col referendum? Perché in quel governo c’era ancora una volta Renzi, che non l’avrebbe permesso ed era evidente che si sarebbe opposto anche nella consultazione referendaria, insieme con centrodestra, che era stato fra i padri della legge.
Tutti, dunque, sapevano che la battaglia conclusasi oggi nel nulla era purtroppo sterile, una cavalcata illusoria per i cittadini, condotta solo per fare chiacchiere e stare sulla scena.
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