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Giustizia
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Addio a un anno di guerre, morti e distruzioni
Addio a un anno di guerre, morti e distruzioni
Umanità allo sfascio nel 2025 fra atroci violenze e vigliaccherie
La politica mondiale dei più forti a dispetto delle libertà e del diritto. Nelle città sempre più in pericolo, continua il massacro di donne indifeseIl 2025 si chiude con un bilancio terrificante di vittime nelle guerre della striscia di Gaza e fra Russia ed Ucraina; distruzioni di massa alimentate da interessi di arricchimento che nessuno ci racconta, nonché da atteggiamenti pilateschi dei politicanti. In Italia intanto si sono accresciuti sempre più i pericoli per i cittadini ed è continuato il massacro di donne indifese.
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Italia “garantista”, ma diamo lezioni alla Svizzera
Proteste contro due scarcerazioni per la strage in discoteca
Con le nostre procedure è difficile finire in galera: l’indagato dev’essere addirittura preavvisato se un giudice vuole spedirlo in prigioneLa scarcerazione provvisoria dei due indagati per la strage di Capodanno a Crans-Montana è stata stigmatizzata duramente dal governo italiano, che protesta contro quello elvetico con accuse di malagiustizia. Diamo lezioni alla Svizzera, come se la nostra giustizia non fosse colabrodo, al punto che in Italia è assai difficile finire in galera.Vergognosi insulti a Papa Francesco, funzionario rimosso
L’alto funzionario della Giustizia Antonio Pappalardo, catanese, era stato sempre duro contro vaccini ed emigranti: libertà di pensiero. L’ha fatta però grossa definendo un “usurpatore” che “merita una pena giusta”, all’indomani dalla morte, Papa Francesco: un insulto ignominioso a questo pontefice amatissimo in tutto il mondo, uno sfregio intollerabile che ha subito portato alla rimozione del temerario “opinionista” dall’incarico.Antonio Pappalardo non è da confondere con l’omonimo ex generale e uomo politico. Dirigente del Centro per la Giustizia Minorile dell’Emilia Romagna, aveva pubblicato le frasi obbrobriose su “Logos et Libertas”. Questo suo canale Telegram aveva solo qualche decina di seguaci; e ciò avrebbe potuto produrre effetti diffamatori assai limitati. Le parole inaudite, però, sono subito rimbalzate a macchia d’olio, determinando l’opportuno intervento di parlamentari del Pd, che hanno chiesto provvedimenti immediati del ministro Carlo Nordio.
La risposta del governo non si è fatta attendere. Avviato un accertamento , il funzionario è stato stato ritenuto incompatibili con le funzioni nell’amministrazione della Giustizia, addirittura dei minori.
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