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- Scritto da Matteo Bettini
Nicola Gratteri e l’altissimo valore degli agentii di scorta

Il Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri è uno dei magistrati italiani più a rischio. Un suo incontro con giovani ha messo in evidenza l'altissimo valore degli agenti di scorta, sul quale scrive l'autore di questo articolo. Gratteri ha dedicato ai ragazzi il suo recente romanzo "Senza scorciatorie. Una storia per dire no alle ingiustizie" (Mondadori), scritto con Antonio Nicaso.

Venerdì 9 maggio sono andato all’Università per assistere alla lezione tenuta dal dottor Nicola Gratteri.
Il dottor Gratteri, come noto, vive da anni sotto protezione poiché condannato a morte dai mafiosi, motivo per cui gli è stata assegnata una scorta.
Prima che tutti noi potessimo accedere all'aula sono entrati i ragazzi della scorta per verificare che fosse tutto in ordine. La lezione è durata circa tre ore, durante le quali in queste persone sono rimaste ferme, in piedi, senza poter andare neppure in bagno, attentissime a verificare ogni singolo movimento che avveniva dentro l’aula e, alla fine della lezione, quando ci siamo approssimati al dottor Gratteri, si sono avvicinati anche loro per verificare che nessuno di noi fosse animato da cattive intenzioni. Lo hanno fatto con discrezione, con tatto, senza impedire a nessuno il contatto.
Al termine di questa giornata il mio primo pensiero è stato per loro.
Prima di entrare in Polizia o nell’ Arma dei Carabinieri - giustamente, doverosamente - si effettua un corso che serve a valutare chi è idoneo e chi non lo è, si viene addestrati per imparare a svolgere al meglio questo mestiere, vengono selezionate le persone ritenute idonee a svolgere questo compito. Chi viene selezionato per il reparto scorte è pienamente consapevole che dovrà prendersi eventualmente una pallottola al posto della persona di cui si diventa angelo custode.
- Scritto da Salvo Bella

Ammontano a due miliardi e mezzo le spese italiane sostenute dal 2022 per armare l’Ucraina. Necessarie, utili? La politica, a destra e a sinistra, è divisa sullo spinoso tema, mentre ancora si stenta a trovare una soluzione per porre fine al conflitto con la Russia.
L’Italia ha sborsato un miliardo e mezzo per l’European Peace Facility e in parte dovrebbe poi rientrare da questa spesa. Permane invece una sorta di tabù sulla tipologia e sulla quantità dei materiali inviati finora direttamente a Kiev, trattandosi di dati sensibili della sfera militare e della sicurezza.
L'Osservatorio sulle spese militari italiane (Milex) si è occupato del tema con molta attenzione, evidenziando che il costo globale sostenuto da Roma ammonterebbe a oltre due miliardi e mezzo per fornire all’Ucraina missili Stinger americani, missili anticarro Spike, obici semoventi FH 70 e M109, nonché munizioni e altro. Ciò ha costretto a ripristinare le scorte militari con la spesa di altri miliardi, assai più di quelli che sarebbero occorsi per il solo aggiornamento.
Non si tratta perciò di aiuti per il sostentamento della popolazione, come materiale sanitario o alimenti, ma di micidiali arsenali che oltre alle esigenze di difesa hanno un potenziale aggressivo spaventoso.
Inutile si è rivelato il principio, sostenuto dall’Europa, secondo il quale l’accresciuto potenziale bellico del Paese invaso dalla Russia avrebbe potuto porre fine molto rapidamente al conflitto. Contro le armi hanno protestato sin da subito in Italia molti intellettuali e pochi giornalisti come Michele Santoro, con una diffusa tendenza a isolarli e ad additarli come filo putiniani.
- Scritto da Salvo Bella
Il rinnovo di una carta di identità elettronica richiede tempi di attesa scandalosi: minimo quaranta giorni per avere un appuntamento attraverso il governo. Si spende una barca di denaro pubblico per automatizzare i servizi ai cittadini, trattati invece con tempi da diligenza.
Il documento di identità elettronico - la cosiddetta cie - si può ottenere a pagamento in qualsiasi Comune, anche diverso da quello di residenza; ma l’accesso agli uffici non è libero, tranne rari casi. Nei siti internet delle amministrazioni comunali ci si trova costretti a navigare tra vari menù e voci varie di difficile comprensione, senza riuscire nell’intento di scovare le necessarie informazioni: vi si trova di tutto, ma nulla che riguardi le modalità di rilascio della cie. Ma ecco sopperire in teoria il governo con l’apposito servizio web prenotazionicie.interno.gov.it.
- Scritto da Salvo Bella
Il numero di errori giudiziari in Italia non è irrilevante, eppure si possono contare sulle dita di una mano le sentenze sbagliate per innocenti finiti addirittura all’ergastolo. Impressiona invece il numero di condannati definitivamente per omicidio che - quasi che fosse una moda - continuano a proclamarsi innocenti nonostante le conclusioni giudiziarie.
S’è discusso a lungo dei casi di Rosa e Olindo Romano, Salvatore Parolisi, Alberto Stasi, Michele Buoninconti e Massimo Bossetti, ma la lista non si esaurisce qui; e ancora si discute di qualche vicenda in minima misura riaperta. Non c’è nulla a che vedere con lo storico caso del morto vivo Salvatore Gallo, di oltre settant’anni fa.
Stop a fantasticherie sull’orrenda strage di Erba
Quest’anno la Cassazione ha posto fine alla telenovela sulla strage di Erba, dove l’11 dicembre 2006 furono massacrate quattro persone, con una aggressione selvaggia paragonabile alle mattanze della mafia. Le tardive lagnagne degli autori, Rosa e Olindo Romano, in un primo momento ampiamente rei confessi, potrebbero essere ascritte alla sfera di innocue fantasticherie; se non fosse che i tentativi di revisione del processo, nel puntare su elementi effimeri, su peli insignificanti, hanno rievocato sospetti su persone innocenti e persino sulla correttezza del lavoro investigativo svolto da un encomiabile maresciallo dei carabinieri.







